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24 maggio, non solo festa: per i Parchi italiani giornata di mobilitazione

Su iniziativa di Federparchi, nella Giornata Europea dei Parchi, sedute ‘in contemporanea’ dei Consigli Direttivi per manifestare preoccupazione sul futuro e rilanciare il ruolo del sistema nazionale

23 Maggio 2011

La Giornata Europea dei Parchi quest’anno, in Italia, non sarà solo occasione di celebrazione e di festa. Non mancheranno naturalmente le centinaia e centinaia di eventi che in ogni parte del Paese coinvolgeranno, per tutta la settimana, i cittadini in attività di promozione, conoscenza e solidarietà, in particolare con le ‘passeggiate’ benefiche del ‘Cammino della ricerca’, organizzate con Telethon.

Ma martedì 24 maggio 2011 è anche e soprattutto il giorno della mobilitazione, della denuncia e della rivendicazione. Su indicazione di Federparchi-Europarc Italia si darà vita, per la prima volta, ad una convocazione simultanea degli organismi direttivi dei parchi, con un punto unificante all’ordine del giorno delle sedute: l’esame della situazione generale del sistema dei parchi e dei rischi che gravano sull’organizzazione complessiva delle aree protette e su ogni singolo parco.

Secondo Federparchi “gli ultimi provvedimenti finanziari approvati dal Parlamento, e in fase di applicazione da parte del Governo, così come altri adottati da alcune Regioni, stanno creando una situazione non a lungo sostenibile dal punto di vista delle risorse disponibili, della agibilità gestionale, dell’organizzazione degli Enti parco, della possibilità per gli amministratori di esercitare il mandato ricevuto.” L’associazione, pur ritenendo necessaria, “alla luce delle difficoltà finanziarie generali, ma soprattutto per la crescita globale che il sistema ha conosciuto nell’ultimo ventennio e delle aspettative che si sono create nella società italiana - una riorganizzazione ed una ridefinizione del ruolo dei parchi, sottolinea che essa deve essere attuata con provvedimenti organici, di lungo respiro, non mortificanti per le capacità dei diversi soggetti coinvolti e, soprattutto, con l’obiettivo di rendere più efficaci gli interventi di conservazione e di sviluppo socio-economico compatibile, così come previsti dalla legge 394/91.”

Ritenendo incontestabile, se non addirittura eclatante, l’azione positiva svolta dalla rete dei Parchi in difesa della biodiversità, a tutela della flora e fauna autoctona, a protezione di ambienti e paesaggi unici, a favore di forme di nuova economia, soprattutto in zone marginali e deboli, la Federparchi propone ai Consigli Direttivi di unirsi in alcune irrinunciabili richieste:

- al Parlamento,  perché riveda gli ultimi provvedimenti adottati, che limitano fortemente le capacità operative dei Parchi e l’autonomia legislativa regionale in materia;

- al Governo, perché metta in atto azioni di ampio respiro, che assumano i Parchi, e più in generale learee protette, come elementi centrali per il rinnovamento delle politiche di gestione e sviluppo territoriale, basati sulla ricerca della migliore vivibilità in un’epoca di grandi e pericolosi cambiamenti ambientali;

- alle Regioni perché tengano conto della estrema ricchezza derivante dalle molteplici e diversissime esperienze di gestione dei siti naturalistici, non rinunciando a sostenere, nelle forme di governo dei parchi, l’importantissimo contributo delle forze e delle risorse locali;

- alle forze sociali, politiche, economiche, culturali e ambientaliste del Paese perché sostengano e facciano proprie queste rivendicazioni.

Conclude l’elenco delle richieste quella della creazione di un Tavolo di confronto permanente con la Conferenza Stato/Regioni, per la ricerca delle necessarie convergenze sulle misure da adottare nelle prossime scadenze amministrative, sia a livello centrale che nelle Regioni in cui sono in discussione ipotesi di riforma legislativa.

IUCN
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