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Il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri interviene per chiedere alla Regione di fare presto, e bene, il riordino dei parchi dell’Emilia-Romagna

21 Settembre 2011

«Condividiamo le giuste preoccupazioni che in questi giorni hanno pubblicamente espresso tanto i Parchi, quanto le Associazioni Ambientaliste ed i Direttori delle Aree protette dell’Emilia-Romagna per l’imbarazzante silenzio che da mesi regna nei palazzi di Via Aldo Moro circa la riorganizzazione dei Parchi; riorganizzazione che si rende necessaria a seguito della previsione di scioglimento dei Consorzi di funzioni tra enti locali contenuta nel così detto Milleproroghe del dicembre 2010». È con queste parole che il Presidente di Federparchi – Europarc Italia, Giampiero Sammuri, ha voluto prendere posizione a fianco degli Enti parco emilio-romagnoli che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro al Presidente Errani.

«Secondo un’interpretazione discutibile, il 31 dicembre 2011 la Regione dovrebbe sciogliere i Consorzi di gestione dei suoi 14 Parchi. La scadenza si sta avvicinando rapidamente senza che circoli alcuna proposta di come si intenda procedere per sostituire i Consorzi: è più che legittima l’inquietudine che aleggia non solo tra gli operatori delle aree protette ma anche tra i Comuni e le Province che conferiscono territorio ai Parchi. Ci saremmo aspettati una maggiore prontezza e anche una maggiore apertura e ascolto sia verso gli enti locali che nei confronti del mondo ambientalista, tanto più che la Regione Emilia-Romagna è da sempre attenta alla partecipazione ed al dialogo. Una Regione, tra le prime in Italia, che ha varato nel lontano 1988 una propria legge sui Parchi a cui è seguita una virtuosa crescita del numero e della superficie delle aree protette. Ci auguriamo» conclude Sammuri, «di potere conoscere prestissimo le idee della Regione e di potere contribuire come Associazione al rilancio dei Parchi di una delle Regioni di avanguardia; una Regione che speriamo non deluda le tante aspettative di chi, non solo in Emilia-Romagna, chiede che la conservazione e la valorizzazione della natura siano sempre più legate tra di loro, anche per aiutare il paese ad uscire dalla crisi».

IUCN
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