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“Aree protette: laboratori per lo sviluppo sostenibile” incontro in Puglia

Seminario di Federparchi Puglia e LegaCoop Puglia svoltosi martedì 25 giugno a Bari.

26 Giugno 2019

 

Un confronto ampio tra rappresentanti dei parchi nazionali, regionali e comunali pugliesi con esponenti del mondo delle  cooperative sui temi dello sviluppo sostenibile nelle aree protette pugliesi, questo il tema conduttore dell’incontro di martedì 25 giugno a Bari dal titolo “Aree protette: laboratori per lo sviluppo sostenibile” promosso da Federparchi Puglia  e LegaCoop Puglia.

Angelo Petruzzella , coordinatore del dipartimento agroalimentare di Legacoop Puglia,  ha sottolineatoIl ruolo sempre più incisivo dei parchi e quindi di Federparchi nel promuovere una gestione delle aree protette che associ alla “conservazione”  quello della promozione di attività produttive sostenibili e quindi una presenza “attiva” dell’uomo.  Insomma le aree protette  veri e propri “laboratori di attività di attività imprenditoriali sostenibili” in grado di raccogliere la vera, grande sfida del nostro futuro, quella di una economia sostenibile

Tanti  gli interventi e le esperienze illustrate, tra le quali quella delle cooperative di pesca che operano nelle Aree marine protette  di Porto Cesareo e Torre Guaceto, diventate punto di riferimento per tutto il bacino del mediterraneo soprattutto dopo la presentazione delle sue “buone pratiche”  alla conferenza dei Ministri della pesca del mediterraneo svoltasi di recente a Malta.

Presenti dal  settore forestale, con il passaggio dal concetto di pianificazione conservativa a quello di imprenditorialità forestale, che richiede però una semplificazione delle procedure di assegnazione dei lavori se si vogliono velocizzare gli interventi.

Al settore turistico, culturale, ambientale e sociale, sfruttando l’attenzione e la propensione dei turisti verso ambienti protetti di particolare bellezza (sono oltre 30 milioni le presenze nelle aree a parco)e soprattutto  la diffusione di un turismo “sostenibile”, favorendo “l’accessibilità” in senso lato.  Al settore agricolo e agroalimentare  con la valorizzazioni di prodotti tipici , prodotti con metodi biologici o in ogni caso rispettosi  dell’ambiente, e qui ci sono anche le esperienze legate al  marchio “prodotti dei parchi” , le esperienze dei “biodistretti”

Carmelo Rollo Presidente di Legacoop Puglia  si è soffermato sulle  azioni di rivitalizzazione dei piccoli borghi  con il ruolo attivo che stanno svolgendo le cooperative di comunità  per migliorare la “bellezza dei luoghi in cui si vive”,  ma anche come promotori di quei processi di digitalizzazione (primo fra tutti l’accesso a internet)  indispensabili per invertire i processi di spopolamento

Enzo Lavarra, coordinatore di Federparchi Puglia e Presidente del Parco delle Dune Costiere, ha ripreso con forza il concetto di una salvaguardia delle aree protette fatta non solo di “norme e divieti” ma soprattutto con l’azione dell’uomo, e delle sue attività;  che condividano sino in fondo la difesa e la valorizzazione dell’ambiente.  Quindi è indispensabile rafforzare il “sistema” delle aree protette, con una forte attenzione anche verso quelle “periurbane”  e nel contempo svolgere un’azione nei confronti della  Regione Puglia per un maggiore impegno su queste realtà.

Importanti sono stati contributi forniti dai Presidenti e Direttori delle aree protette che hanno illustrato invece le importanti esperienze attivate per far crescere la “cultura del parco” nelle popolazioni coinvolte ,così come la necessità di un più incisivo e continuo dialogo fattivo con la Regione.

I lavori sono stati chiusi da Giampiero Sammuri, Presidente nazionale di Federparchi, il quale condividendo e facendo proprie  le tante sollecitazioni pervenute, ha evidenziato  la situazione di difficoltà operativa che vivono i parchi perché, ad esempio,  su un totale di 24 parchi nazionali, per 13 non è stato ancora nominato il Presidente.  Questo ad esempio creerà non poche difficoltà nel gestire i nuovi importanti finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente  che chiama i parchi nazionali  a mettere in campo, in tempi strettissimi, nuove progettualità in materia forestale, mobilità sostenibile, adattamento ai cambiamenti climatici, efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili. Un intervento sicuramente positivo, a rimarcato Sammuri,  che sarebbe ancor più utile se includesse anche i parchi regionali che vivono un momento di grande difficoltà.

Una sfida  dunque importante che richiede un forte impegno degli Enti gestori delle aree protette , ma che si può vincere con il supporto di soggetti imprenditoriali e quindi sicuramente  delle  cooperative, alle quali non si può non  riconoscere il ruolo attivo, propositivo, innovativo,  che svolgono in tante aree protette.  

 

 

IUCN
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