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Peste suina in Liguria, è lockdown nei parchi, servono regole chiare e ristori

La nota della Federparchi ligure che chiede misure di riequilibrio per le attività nelle aree protette interessate dal problema

( 15 Gennaio 2022 )

In merito al problema dell'epidemia di Peste suina nell'Appennino ligure, fra le Provincie di Alessandria, Genova e Savona, Federparchi Liguria desidera esprimere il proprio punto di vista, tanto sulla complessiva gestione della presenza del cinghiale, quanto sui provvedimenti adottati dal Ministero della Salute ed in parte dalle Regioni coinvolte. – lo scrive il coordinatore di Federparchi Liguria Roberto Costa in una nota invita alle autorità nazionali e regionali.

La premessa – prosegue Costa - è che si è giunti ad una situazione critica per il dilagare a macchia d'olio della presenza dei cinghiali sul territorio, anche per una confusione di fondo fra l'attività venatoria, peraltro pienamente legittimata dalle normative nazionali, ma da considerarsi attività prettamente ludico-sportiva, e l'attività di selezione e contenimento della specie, che è altra cosa e deve essere praticata con altri strumenti ed obbiettivi.

Fatta questa premessa, che tuttavia dovrà servire per giungere una volta per tutte alla ricerca di soluzioni durature ed efficaci nel controllo di questo selvatico il problema, nell'attualità, è rappresentato dalle ordinanze del Ministero della Salute, con relativa definizione dell'areale interessato, finalizzate al contenimento dell'epidemia in corso.

Senza entrare nel merito dei provvedimenti autonomamente assunti dal Ministero della Salute, - continua la nota di Federparchi Liguria - va fatto presente tuttavia che la chiusura prolungata (si parla di 6 mesi) di interi territori montani ad attività importanti come escursionismo, MTB biking, turismo equestre, ricerca funghi, rischia di trasformarsi in un nuovo "lockdown" per un entroterra ligure già pesantemente colpito da due anni di pandemia portando alla chiusura di innumerevoli attività di ogni tipo il cui reddito proviene, del tutto o in parte, dalla presenza del turismo "outdoor": rifugi, agriturismi, attività alberghiere, guide naturalistiche, accompagnatori turistici, centri educazione ambientale, produttori tipici, in particolare nei settori carne, miele, latte, formaggi, taglialegna, allevatori, centri turismo equestre, ecc..

Federparchi Liguria vede colpiti in questo momento dal provvedimento ministeriale i Parchi del Beigua e dell'Antola, che gestiscono strutture ed attività e che sono stati in grado, seguendo tutti i protocolli di sicurezza necessari, di riaprire dopo il lockdown tutta una serie di iniziative all'aria aperta nel pieno rispetto delle normative. Chiediamo pertanto che i provvedimenti restrittivi alla mobilità pedonale e ciclabile siano quanto più possibile temporanei e provvisori, e che essi vengano comunque almeno graduati per livello di rischio territoriale e garanzie di pratica in sicurezza, ad esempio evitando chiusure totali ma esclusivamente indicando prescrizioni quali l'obbligo di seguire i sentieri segnalati, non portare cani, consentire l'accesso a gruppi controllati, guidati e numericamente limitati, in particolare se diretti a mete precise quali rifugi, altre strutture di accoglienza, beni ambientali, storici ed architettonici.

L'ordinanza ministeriale sembra contemplare la possibilità di deroghe specifiche ed è su queste che il territorio dell'entroterra potrebbe contare per non trovarsi chiuso di fatto per mesi, ed in tal senso chiediamo anche a Regione Liguria di farsi parte attiva alla ricerca di soluzioni meno penalizzanti.

Federparchi Liguria – conclude la nota -  chiede inoltre che, come accaduto per bar, ristoranti, palestre e discoteche durante le chiusure collegate con la pandemia Covid 19, vengano previsti adeguati ristori per tutte le attività direttamente o indirettamente danneggiate, accelerando comunque per quanto possibile tutte le fasi dell'intervento avviato per evitare ulteriori danni ad una vasta utenza turistica ed all'economia di territori già pesantemente svantaggiati dalle limitazioni derivanti dall'epidemia Covid 19.

Peste suina in Liguria, è  lockdown nei parchi, servono regole chiare e ristori
Peste suina in Liguria, è lockdown nei parchi, servono regole chiare e ristori
 
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