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Giampiero Sammuri (Federparchi): “In Italia il 45% delle specie animali a rischio estinzione”

In grave pericolo orsi, camosci, stambecchi, aquile, delfini, foche monaca, tartarughe marine, squali, mante e balenottere. L’operato delle aree protette italiane riesce a contenere la perdita di biodiversità

8 Maggio 2010

“Il 45 per cento delle specie animali in Italia rischia l’estinzione. Potremmo perdere per sempre l’orso bruno marsicano, il camoscio dell’Appennino, l’aquila  del bonelli, l’avvoltoio Capovaccaio, il delfino, la foca monaca, le tartarughe marine, gli squali, le mante e le balenottere”. L’allarme è stato lanciato oggi dal presidente di Federparchi-Europarc Italia, Giampiero Sammuri,  durante il convegno, moderato da Igor Righetti  all’interno di “Parco libri”, quarta edizione del festival di editoria ambientale che si tiene alla Stazione Leopolda di Pisa fino a domenica 9 maggio promosso da Regione Toscana e Federparchi. La Presidenza della Repubblica italiana ha insignito con la propria medaglia quale premio di rappresentanza questa quarta edizione di “Parco libri”.

“In questi anni si è fatto troppo poco per salvaguardare la biodiversità – ha denunciato Giampiero Sammuri - perché sia le istituzioni sia gli studiosi non sono riusciti a comunicare in modo efficace il valore della diversità biologica ai cittadini. Simboli del Bel Paese rischiano di scomparire se non si agirà in modo veloce e risolutivo. Gli esemplari attuali di orso bruno marsicano sono soltanto una cinquantina e quelli di camoscio dell’Appennino un migliaio. Numeri che preoccupano ma sottolineano l’importanza dell’operato dei parchi e delle aree protette nel salvaguardare la biodiversità. I dati di qualche anno fa dimostrano come grazie alle attività dei parchi, che da sempre operano sul territorio con interventi di conservazione e ripopolamento, queste preziose specie animali non siano scomparse dal panorama italiano”.

Anche tante piante sono a rischio. “Le ultime rilevazioni - ha spiegato il presidente di Federparchi - mostrano una forte diminuzione delle specie vegetali. Il caso simbolo può essere quello dell’abete dei Nebrodi salvato dall’opera di tutela del parco delle Madonie in Sicilia di cui oggi si contano soltanto 29 esemplari. In questo quadro allarmistico la natura riesce a regalarci uno spiraglio di speranza. Il recente avvistamento della foca monaca in varie aree d’Italia , il consolidamento del successo dei progetti di reintroduzione del gipeto e dell’orso bruno sulle Alpi, del pollo sultano in Sicilia, il promettente stato del progetto di reintroduzione  del falco pescatore nella Maremma Toscana,  le concrete azioni di conservazione dell’orso marsicano e della lontra nel meridione sono sintomi evidenti dell’efficacia dell’operato dei parchi italiani nella tutela della biodiversità che spinge tutti noi che da anni operiamo nelle aree protette a continuare su questa strada cercando di coinvolgere, attraverso una campagna di sensibilizzazione, le istituzioni e il governo italiano”.

Durante l’inaugurazione della manifestazione Anna Rita Bramerini, assessore all’Ambiente della Regione Toscana, ha rilevato: "Uno dei primi obiettivi in qualità di assessore all'Ambiente della Regione Toscana sarà quello di ripartire dalla proposta di legge regionale per la tutela dei parchi e delle aree protette per aprire un confronto a 360 gradi con tutti i soggetti interessati che ci permetta di valorizzare questa importante realtà. Una valorizzazione e un ruolo che abbiamo sempre seguito e che come Regione abbiamo intenzione di rivendicare anche in vista della prossima conferenza nazionale sulla biodiversità che si terrà a Roma il prossimo 20 maggio".

IUCN
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