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La newsletter di Federparchi

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Un vademecum per salvare gli alberi di Natale

Archiviate le festività natalizie, è importante garantire la sopravvivenza delle piante che hanno addobbato le nostre case

7 Gennaio 2010

Secondo la Coldiretti, quest’anno in Italia sono stati comprati circa 6,5 milioni di alberi di Natale autentici, per un giro d'affari di 140 milioni di euro. Un numero molto alto di piante, che ora hanno bisogno di una sistemazione che consenta loro di sopravvivere. A questo proposito, il Corpo Forestale dello Stato ha predisposto una serie di consigli utili per facilitare il reinserimento degli alberi nell’ambiente naturale. Prima di tutto, è opportuno individuare la specie di appartenenza , l'età e il luogo di provenienza della pianta che ha addobbato la nostra casa durante le feste. Un compito che risulterà più semplice per coloro che hanno acquistato l’albero di Natale presso un vivaio (in questo caso, le piante sono contrassegnate da un tagliando informativo). Una volta acquisite queste informazioni, sarà più facile scegliere dove sistemare il vaso o piantare l’albero.  Gli abeti, ad esempio, hanno bisogno di una determinata altitudine (almeno mille metri) e di zone fitoclimatiche particolari: piantarli quindi nel giardino di casa o sul terrazzo potrebbe provocare un'inutile sofferenza a queste piante già stressate dal caldo, dagli addobbi e dalla mancanza di luce. L’abete rosso, la specie maggiormente usata come albero di Natale, può essere ripiantato nel giardino di casa, ma non in un bosco. Si tratta infatti di un albero spontaneo che cresce solo sull'arco alpino e in alcune aree dell'Appennino tosco-emiliano, e piantarlo fuori da queste zone potrebbe determinare un “inquinamento genetico” degli ecosistemi. Nel caso in cui non si abbia la possibilità di mettere a dimora la pianta in un bosco in un giardino, la forestale suggerisce di donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni. Gli alberi ormai inutilizzabili saranno impiegati per ricavare legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative potranno essere trapiantate in luoghi idonei.


Fonte: Federparchi - Progetto Vividaria
IUCN
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