3 Febbraio 2010
Presentato dalla Federparchi un documento sul ruolo delle Aree Protette
Mediterre si è aperto, in Italia, l’Anno internazionale della biodiversità indetto dalle Nazioni Unite e promosso dalla CBD, Convenzione Mondiale della Biodiversità e sostenuto dalla IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura. La giornata del 29 gennaio è stata interamente dedicata all’argomento.
Con il convegno “2010 anno internazionale della biodiversità: ora è il tempo di agire” si sono indagate metodologie per salvaguardare specie, ecosistemi e risorse naturali e individuare conseguenti soluzioni reali per la tutela dell’ambiente naturale.
La moderatrice Stefania Martorelli dopo una brevissima introduzione che ha contestualizzato l’evento del 29 gennaio nell’ambito dell’Anno Internazionale della Biodiversità ha passato la parola a Giuseppe Rossi che dopo una breve introduzione sul tema della biodiversità e sul ruolo delle aree protette ha presentato e coordinato le prime tre relazioni introduttive sulle quali si è sviluppata la discussione nella tavola rotonda.
Gianfranco Bologna con la sua relazione Biodiversità e Global Change: la nostra sfida ha fornito un quadro di ampio respiro internazionale e di attualità sullo stato della biodiversità, delle sfide che ci aspettano e delle politiche necessarie a farvi fronte.
Su queste premesse David Ainsworth (CBD) con la sua relazione The Opportunity of the International Year of Biodiversity: Communication, Realisation and Action for Life on Earth si è focalizzato sul ruolo della CBD e sul significato dell’Anno Internazionale della Biodiversità in prospettiva delle strategie future.
Una volta ascoltata una voce governativa la parola è passata all’esperienza di un’organizzazione come la IUCN dentro la quale convivono non solo i governi ma anche organizzazioni non governative, comunità scientifiche università e da pochissimo sempre più anche il settore privato. In particolare, Juan Marco Alvarez con la sua relazione IUCN experience with private sector si è focalizzato sul programma Business&Biodiversity e sull’esperienza del coinvolgimento del settore privato nei progetti di conservazione della biodiversità.
Questo tema ha consentito di aprire subito il dibattito nella tavola rotonda su cui è stato chiesto l’intervento di Mari-Aline Hantz che con la sua relazione La biodiversité au cœur du projet d’entreprise ha fornito invece la prospettiva del privato attraverso l’esperienza e i progetti dei Laboratoires Klorane.
Una volta ascoltata la voce del settore privato Sebastian Winkler ha fatto un bilancio del CD2010 che ha messo insieme non solo il mondo imprenditoriale ma tutti i portatori di interesse e ci aiuterà a mettere a fuoco su quanto effettivamente sia stato raggiunto in riferimento agli obiettivi del 2010.
Antonello Antonicelli ha testimoniato l’esperienza della Regione Puglia e il contributo delle politiche regionali alla riduzione del tasso di perdita di biodiversità.
Obiettivi del 2010 strettamente connessi agli obiettivi del 2012 sul raggiungimento di una significativa rete di aree marine protette e di salvaguardia della biodiversità marina, questo passaggio ha introdotto la relazione di Puri Canals che attraverso l’esperienza di Medpan ha fornito un quadro mediterraneo dello stato dell’arte sulla biodiversità marina e sulla rete di AMP.
Dal quadro mediterraneo si è passato poi al quadro nazionale con il contributo di Leonardo Tunesi (ISPRA) che con il suo intervento Biodiversità e aree marine protette: necessità di un network in grado di mettere a sistema le iniziative nazionali, europee e mediterranee ha completato il quadro sulle AMP.
Dalle AMP alle Aree Protette, quale ruolo delle Aree Protette e del mondo associativo, l’esperienza e il ruolo di Federparchi con Giampiero Sammuri, di Legambiente con Antonio Nicoletti e della LIPU con Giuliano Tallone.
Parlando di aree protette e biodiversità un focus particolare è stato dato all’agricoltura con l’intervento di Natalia Gusmerotti (Coldiretti). Una ulteriore voce che si è aggiunta al dibattito è stata data dalla testimonianza della ricerca e del ruolo delle Università nel contesto del 2010 attraverso l’intervento di Angelo Tursi.
Una volta dunque ascoltate tutte le voci, le conclusioni sono state tratte dall’Assessore Onofrio INTRONA.


