3 Marzo 2010
Importante scoperta nel Parco nazionale del Pollino. Nel Comune di Sant’Agata d’Esaro, in provincia di Cosenza, lo studioso Felice Larocca, dell’Università di Bari, esplorando la “Grotta della Monaca”, alla profondità di trecento metri, si è imbattuto in tracce di una remota attività mineraria.
La Grotta della Monaca è un’estesa cavità naturale che si apre nel settore nord-occidentale, a poca distanza dal litorale tirrenico della Calabria. Grazie alle indagini svolte con la concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, è emerso che vi si è svolta una intensa attività estrattiva, rivolta allo sfruttamento di minerali di ferro e rame che vi si trovano molto abbondanti. Una attività che si ipotizza sia iniziata episodicamente nel Paleolitico superiore, a partire da circa ventimila anni fa, per intensificarsi e stabilizzarsi attorno a seimila anni fa”. “E’ proprio questo dato – ha detto Felice Larocca - a fare della Grotta della Monaca uno dei siti minerari più antichi non solo del nostro Paese ma dell’intero Bacino Mediterraneo”.


